STORIA
L'attività principale dal Duecento fino al Settecento nel Canale di Brenta è il trasporto ed il commercio del legname sia in libera fluitazione che legato in zattere. Da un documento del 1733, su una popolazione di circa 2000 abitanti, risultano censiti 750 "boschieri" e 150 zattieri. Le quantità di legname cosiddette "da opera" e "da fuoco", le prime destinate alle costruzioni, le seconde al riscaldamento, erano enormi. Nel Settecento, soltanto dal fiume Cismon, da cui si convogliava poi nel Brenta il legname proveniente dal Primiero e dal Feltrino, fluitavano in menada mediamente 40.000 tronchi (taglie) all'anno. A queste si dovevano aggiungere i tronchi provenienti dalla Valsugana. Le "menade" erano fluitazioni libere di tronchi lungo il fiume accompagnati da squadre formate anche da cento operai muniti di particolari attrezzi detti "anghieri" . Ogni tronco, segnato con la sigla del proprietario, veniva incanalato attraverso apposite porte nella segheria di competenza. Le principali città di pianura abbisognavano di quantità enormi di legname sia per uso domestico (riscaldamento) che per uso cosiddetto "da opera". Le destinazioni principali sono il porto del Bassanello a sud di Padova, e l'Arsenale di Venezia. I famosi faggi di Valstagna riforniranno per secoli di remi l'Arsenale di Venezia già a partire dal Duecento; ancor oggi la località da cui provenivano, nell'Altopiano dei Sette Comuni, si chiama "Col dei Remi". Valstagna era il naturale porto fluviale di tutto il legname proveniente dall'Altopiano e destinato ai mercati di Bassano, Padova, Venezia e di tutte le principali città di pianura venete. Sorta allo sbocco della Val Frenzela, essa era fondamentale per i Comuni montani che volessero destinare i loro tronchi all'unico mezzo di trasporto allora possibile, vale a dire il corso del fiume. Merci così pesanti ed ingombranti come queste era impensabile trasportarle via terra, quando era possibile sfruttare la loro galleggiabilità sull'acqua. Le continue liti tra tutti i Comuni montani per assicurarsi le vie di passaggio da monte a valle, portarono nel 1399 alla costruzione, per volontà di Gian Galeazzo Visconti, della "Calà del Sasso" , una ripida scalinata di 4444 gradini con uno scivolo di scorrimento per i tronchi ("risina"). Fin dal Cinquecento era attiva a Valstagna la Confraternita di S.Nicolò (santo patrono degli zattieri di tutto il mondo ed in generale dei naviganti. Le zattere erano formate da 15-18 tronchi legati tra di loro con polloni di nocciolo ("sache" o "strope"). Ogni zattera ("copula"o "testa") veniva legata alle altre fino a formare dei treni generalmente composti dai tre ai sei elementi per una lunghezza complessiva di circa 30 metri. I nostri zattieri partivano addirittura da Fonzaso e per l'impetuoso e strettissimo fiume Cismon arrivavano a destinazione o nel Canale di Brenta o nelle città di pianura. I viaggi erano diversi e variavano a seconda dei contratti e della mercanzia trasportata. Un convoglio da Fonzaso a Valstagna, un tratto di circa 20 chilometri, ci impiegava quattro ore (contro i 15 giorni di una "menada"), mentre per arrivare a Padova o Venezia ci volevano da uno a due giorni. Le zattere dovevano fermarsi diverse volte lungo il percorso per pagare i numerosi dazi, come ad esempio presso il ponte di Bassano del Grappa. Dalla fine del Seicento zattieri e proprietari di edifici daranno vita ad una regolamentazione delle acque, la cosiddetta "butà", che prevedeva il libero defluire delle acque per tre giorni alla settimana. Le mercanzie trasportate erano le più disparate (formaggi, botti di vino , sabbia, attrezzi, oggetti in legno, sabbia e altro materiale per l'edilizia e le costruzioni, tavolame..) ma ciò che si trasportava con più frequenza era il carbone da legna proveniente sia dalle montagne del Canale di Brenta (Altopiano di Asiago e Monte Grappa) sia dal Cismon. Importantissimo sia per Venezia (per la Zecca e per le vetrerie, ma non solo) che per Padova (per le fucine dei fabbri), veniva richiesto in quantità enormi. Per informazioni ancora più dettagliate e complete sulla storia locale dei zattieri vi preghiamo di contattarci.
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